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Frida e la moda: 20 lezioni

Frida e la moda: 20 lezioni
giugno 2018 SR Traduzioni

“Soy del tipo de mujer que si quiero la luna me la bajo yo solita.” F. Kahlo

Frida. Non serve il cognome per capire di chi stiamo parlando. Per chi la conosce, è sufficiente nominarla per evocare un mondo fatto di colori, fiori, dolore; per chi non la conosce, è inutile spiegare: Frida la si deve sentire e cercare nei suoi quadri. O la ami, o la odi, non ci sono vie di mezzo. Frida è tutto, o niente. Un’artista dalla vita surrealista.

Copertina del libro Frida Kahlo: Fashion as the Art of Being di S. Vidal

In questo primo articolo a lei dedicato (il secondo, a settembre, con il resoconto sulla mostra “Frida Kahlo: Making Her Self Up” che aprirà a Londra nei prossimi giorni), voglio parlarvi del rapporto tra Frida e la moda, e lo farò con le parole di Susana M. Vidal, ex direttrice dell’edizione spagnola di Elle, che ho avuto modo di ascoltare nella bellissima conferenza dal titolo “Frida Kahlo, la Grande Visionaria. 20 lezioni di moda (e di vita) che ci ha lasciato la signora Kahlo” tenutasi a Milano il 25 maggio scorso. Vidal si domanda perché la moda è ossessionata da Frida, una riflessione che la accompagna dal 2013 e che trova una concretizzazione nel 2016 con la pubblicazione del suo libro Frida Kahlo: Fashion as the Art of Being (edito da Assouline).

Due pagine del libro Frida Kahlo: Fashion as the Art of Being

La moda adora Frida, una delle donne più iconiche del XX secolo, e gli stilisti più diversi (a cominciare da Elsa Schiaparelli e poi, più di recente, da Kenzo a Jean-Paul Gaultier, da John Galliano a Christian Lacroix, da Alexander McQueen a Viktor and Rolf, da Karl Lagerfeld a Moschino a Dolce & Gabbana) la reinterpretano costantemente, tanto da renderla un’autentica icona pop. Ma l’omaggio della moda a Frida Kahlo non è la fridomania che ha invaso le strade negli ultimi tempi, è la fridopassione.

Gadget su Frida (credit foto sito valigiaaduepiazze.ilgiornale.it)

Ecco, quindi, le 20 lezioni di moda e di vita che, secondo Vidal, Frida ci ha regalato:

1. Más es mejor: se è vero che Less is More, per Frida è vero il contrario. Ricami, anelli, fiori, trecce, gioielli, nastri, ciglia: in lei tutto è esagerazione, tutto è eccessivo ma armoniosamente equilibrato.

2. La actitud es el principal accesorio de estilo: Frida sapeva trasformare la sua insicurezza in una forma di stile. Ci insegna che nella moda il come è più importante del cosa, che il modo di indossare è più importante di ciò che si indossa.

3. El look masculino es muy femenino: prima di Armani, Frida ha usato (e osato) il guardaroba maschile intuendo che indosso a una donna può trasformarsi in un’arma di seduzione.

Due pagine del libro Frida Kahlo: Fashion as the Art of Being

4. La moda es terapéutica: il potere terapeutico della moda aumenta la sua autostima. I suoi look sono tanto più lussuosi e barocchi quanto più dolore fisico (e non solo) deve fronteggiare. Frida ci ricorda una massima buddhista secondo cui il dolore è inevitabile, la sofferenza una scelta. Al medico che doveva amputarle una gamba, disse: “A cosa mi servono i piedi, se ho ali per volare?”

5. La belleza proviene del carácter: Frida è contraddittoria e coerente, ai gesti grossolani e al vocabolario volgare contrappone modi raffinati e audaci. 

6. La feminidad y el feminismo son compatibles: androgina, forte, civetta, si vantava di un’apparenza delicata sotto cui nascondeva un carattere energico e modi all’avanguardia per una donna dell’epoca. 

7. Los accesorios visten más que la ropa: antesignana, capì l’importanza degli accessori e il loro primato rispetto ai capi d’abbigliamento. Indossava gioielli grossi e tintinnanti in stile precolombiano, anche da lei disegnati, come una principessa azteca. 

8. Customizar es un must: Frida personalizzava ogni cosa, persino i corsetti (più di 30) in gesso, pelle o metallo che dovette indossare per motivi di salute. E ha saputo sfruttare la moda per esprimere la propria personalità.

Frida Kahlo mentre, costretta a letto, dipinge uno dei suoi corsetti

9. Los defectos pueden ser bellos: chi non conosce il monociglio di Frida, che lei provvedeva costantemente a mettere in evidenza (anche esagerandolo con una matita nera per gli occhi)? L’artista incarna il concetto di bella brutta, sottolinea i suoi difetti per sottolineare la bellezza dell’imperfezione.

10. La moda es mensaje: i vestiti per lei sono una tela bianca sulla quale dipingere il suo messaggio, una dichiarazione di moda corrisponde a una dichiarazione di vita.

11. El mestizaje es modernidad: il padre di Frida aveva origini ungaro-tedesche, la madre origini meticce. Ma il meticciato, al di là del sangue, esprime la ferrea volontà di lotta contro le convenzioni che l’ha sempre animata. In lei si scorgono elementi aztechi, punk, beat, hippie, pop…

12. La tradición empodera la elegancia: durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, le piace scovare pezzi unici e di valore e cose insolite visitando mercatini e negozietti. Anche quando incontra esponenti dell’alta società americana non rinuncia al suo stile poco “continentale”, rivendicando la tradizione e le sue radici come fonte di ispirazione per un concetto di eleganza molto personale.

Retro copertina del libro Frida Kahlo: Fashion as the Art of Being

13. La diversidad marca la diferencia: come la moda, Frida è un inno alla diversità, esistono tante Frida che si esprimono attraverso la provocazione, nella moda come nell’arte. 

14. El contraste activa el look: Frida è una stilista all’avanguardia, che aborre il total look inventando e abbracciando il cheap & chic, il mix & match, il lusso e il popolare, il messicano e l’europeo. Mixa capi e materiali diversi (il rebozo, la tipica sciarpa messicana, si alterna a stoffe provenienti dall’Europa e dalla Cina) anticipando le attuali tendenze.

Foto di Frida con una stoffa da lei indossata (mostra Frida. Oltre il mito, MI 2018)

15. La moda pasa, el estilo permanece: Frida incarna alla perfezione la filosofia di Coco Chanel. Visionaria, crea la sua singolarità ovunque vada. 

16. Para ser fashion, no hay que ser victim: col suo atteggiamento (vedi lezione 2) pone la moda al suo servizio. Attraverso un uso sapiente della moda, dissimula i corsetti con le ampie bluse, la deformità della gamba destra con le lunghe gonne e, per colmare il dislivello tra le due gambe, inventa (ben prima di Ferragamo nel 1936) il rialzo nella suola delle scarpe, ovvero la zeppa. Frida è vittima della vita ma non della moda. 

17. La individualidad es un arte: “Non esistono donne brutte, solo donne pigre” sosteneva Helena Rubinstein, amica di Frida, con cui l’artista concordava pienamente. Frida è oggetto e soggetto delle sue opere, è – come soleva dire – la sua migliore opera d’arte.

Primo piano di Frida Kahlo con una delle sue iconiche corone floreali

18. Pionera del “Flower Power”: trasforma i fiori nel suo manifesto, indossa spesso corone floreali divenute celebri. 

19. Reina del “selfie”: Frida era la musa di sé stessa, il soggetto che conosceva meglio. 

20. La moda es el arte de ser: secondo Frida i vestiti non hanno classe sociale (vedi lezione 12), la moda non è imitare gli altri stili.

 

Dopo aver letto tutte le lezioni suggerite da Susana Vidal, quale pensate possa essere la lezione 21 che Frida ci ha lasciato?

 

Per approfondire il tema potete guardare il film Frida (di J. Taymor, 2002), adattamento cinematografico della biografia Frida. Vita di Frida Kahlo di H. Herrera (Neri Pozza, trad. di M. Nadotti) e leggere il libro Frida Vestida. Abiti e accessori di Frida Kahlo di A. Galasso (24 ORE Cultura).

A sx, la copertina del libro Frida Vestida; a dx, la locandina del film Frida

Sara Radaelli

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