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Giochiamo alla rETROspettiva?

Giochiamo alla rETROspettiva?
ottobre 2018 SR Traduzioni

Questo mese giochiamo. Vi propongo 3 inizi per questo articolo, voi scegliete l’identikit a cui il vostro stato d’animo (o la vostra età anagrafica) vi suggerirà di appartenere. Ma, attenzione! Non barate: scoprirete che…*

Inizio 1 – Romanticismo baby boomer

C’erano una volta le mostre di moda… Occasioni rare in cui avvicinarsi con stupore e la giusta dose di timore reverenziale a griffe più o meno note, a volte addirittura a mostri sacri del fashion; eventi dedicati a illustri fondatori e couturier, maison prestigiose, icone e motivi simbolo, grazie ai quali ripercorrere le tappe fondamentali della storia di una firma, scoprendone segreti, lavorazioni meticolose, e tutto ciò che ci fa vivere felici e contenti…

Inizio 2 – Generazione X disincantata

Volete essere alla moda ma senza eccellere in originalità? Al passo coi tempi e senza sfigurare? Organizzatevi una mostra. O, meglio, una retrospettiva. Fa fine e non impegna… E il vostro marchio ci guadagnerà in reputazione e livello di intellettualismo o impegno pseudo-artistico. E poi basta con queste mostre…

Inizio 3 – Post Millennial-oriented

Forza scatta che la prof non c’è. Dai con ’sto selfie! Forte, il wallpaper cambia con un clic! Prova quello animalier… Belli, belli ’sti vestiti, ma io preferisco gli accessori… L’hai postata la foto? Varrà almeno 10 Like… Dov’è l’uscita?

Locandina della mostra

Siamo alla mostra ETRO. Generation Paisley, inaugurata al Mudec di Milano in concomitanza con le ultime sfilate di Milano Moda Donna per celebrare i primi 50 anni del marchio. Cinque sale per raccontare il milanesissimo brand e il motivo decorativo che lo accompagna da sempre (il motivo cachemire, che ora tutti preferiscono chiamare paisley), simbolo dello spirito nomade e dell’amore per il viaggio, fonte d’ispirazione inesauribile per i fratelli Etro. Accoglie i visitatori un albero della vita il cui seme, il paisley, sarà il filo che cucirà il percorso pensato per farci conoscere “l’endemica vocazione al sincretismo” del marchio. Si parte dalle origini, in ogni senso: qui è esposta la vestaglia creata partendo da uno scialle cachemire della fine del XIX secolo appartenente alla nonna di Gimmo Etro, la vestaglia che accese l’immaginario del fondatore fin da piccolo.

Vestaglia Paislay appartenuta alla nonna di Gimmo Etro

Attraverso un caleidoscopio di riflessioni, fatto di video delle sfilate che scorrono su pareti LED moltiplicate da un’architettura di specchi che avvolgono il visitatore, si arriva alla quadreria e al più intimo studio: uno spazio raccolto dove, con approccio antropologico, sono custoditi i cimeli dei viaggi, i libri, i quadri delle collezioni private. Dove tutto si rielabora. La quadreria raccoglie, in un ambiente dall’impianto classico, le immagini delle campagne pubblicitarie, le foto personali, i ritratti. Al centro, spiccano gli Animuomini.

Sala Lo Studio

La parola che viene in mente durante la visita è contaminazione, e forse anche esagerazione. Qui si celebrano “la vita e la ricchezza del mondo”. Ma il marchio Etro è così: tutto contiene e tutto vuole contenere. I 50 abiti esposti corrono, “come su una sorta di spina dorsale”, fin nelle remote steppe asiatiche per trovare la loro ragion d’essere, volano dal Tibet all’India, da mondi reali a terre immaginarie, distruggendosi e ricostruendosi in simboli vestimentari ultra-desiderabili da indossare nelle austere città occidentali prima di essere abbandonati nei guardaroba già sovraffollati. Patchwork e colori, pelli e pellicce, sete e velluti, decadentismo e bulimia culturale al parossismo si mescolano per raccontare il periplo creativo della maison, stuzzicando l’appetito di un consumatore seriale che tutto darebbe pur di possedere l’ultimo E(s)tro estremo…

 

* I 3 inizi dell’articolo corrispondono a 3 tipologie diverse di visitatori incontrati alla mostra: il primo, una coppia di dolcissime vecchiette; il secondo, la mia coscienza; il terzo, una classe di ragazzine in gita scolastica.

 

Qualche scatto della mostra

L’albero della vita all’inizio della mostra

Completi della collezione AI2014, un omaggio alla maestria dei sarti e degli artigiani italiani artefici della moda maschile

Cardigan patchwork della collezione AI2017

Completi nati dalla vulcanica mente di Kean Etro

Modelli in mostra

Sito mostra

Le fotografie e il video a corredo dell’articolo sono stati realizzati dall’autrice.

 

Sara Radaelli

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