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Sara Radaelli

PROFILO

Nel 2000, anno in cui Dior si aggiudica il FiFi Award con J’adore, il Tank Cartier si fa Basculante e alla leggendaria Kelly Hermès spuntano viso, braccia e gambe, inizio la mia carriera professionale di traduttrice dopo studi specifici in traduzione e interpretariato (lingue inglese e francese).

Qualche stagione più tardi, la svolta nel settore moda, che mi porterà nel 2004 ad avviare la collaborazione con il Gruppo Prada, tuttora in corso (Portfolio).

È l’inizio di un lungo percorso di specializzazione che toccherà numerosi settori del Luxury – dalla cosmesi all’alta orologeria, dal turismo di lusso all’alta gioielleria e alla profumeria –, un universo che, dopo oltre quindici anni, è ormai il punto di forza della mia attività di traduttrice e transcreator freelance (Portfolio).

Innumerevoli i prestigiosi marchi entrati ormai a far parte del mio DNA, completato dall’ingresso in qualità di socio ordinario nell’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI).

 

Fervente sostenitrice dell’idea di Gianfranco Ferré, che riteneva fondamentale “trasmettere le proprie conoscenze a chi si propone di intraprendere lo stesso percorso [professionale]”, nel 2009 inizio a tenere seminari di formazione in ambito traduttivo nei miei settori d’elezione e a partecipare come relatrice a conferenze del settore, portando all’attenzione dei colleghi l’industria del Luxury come interlocutore con esigenze specifiche e dinamiche particolari.

Dopo un’incursione nel settore Beauty anche in veste di web copywriter, dal 2018 la passione per la profumeria d’autore investe la mia attività professionale sfociando nella collaborazione, in qualità di traduttrice della versione italiana, con la rivista Nez, autorevole magazine francese interamente dedicato all’olfatto con un approccio interdisciplinare inedito, tra arte, letteratura, scienze, storia, fotografia, profumeria (Portfolio).

Convinta che il comparto del lusso richieda un miglioramento costante al professionista che vi opera, ricerco una formazione personale più che mai concreta e “sul campo”, avventurandomi nei meandri delle fabbriche di produzione, toccando con mano il lavoro dell’incastonatore là dove i giovani vengono formati o osservando il funzionamento di un movimento meccanico tra le mani dell’orologiaio. Perché la traduzione è alto artigianato della parola.

Le parole chiave che definiscono la mia attività?
Creativitàpassionericerca dell’eccellenza, personalizzazione.

Il fil rouge che da anni attraversa la mia attività professionale?
La celebre frase di Hegel:
“Nulla di grande si compie senza passione”.